La prima volta che sono andata a Praga con me non c’era nessuno degli altri due folletti. Ero in gita scolastica e sinceramente mi ricordo più le notti passate a far qualsiasi cosa piuttosto che la città in sè.
La seconda volta invece con me c’era già Wilson. E’ stato a la che abbiamo capito di essere qualcosa di molto simile, ma mai uguale.. qualcosa che combaciava perfettamente e che ci attraeva mentalmente e spiritualmente. Ci siamo trovato un pomeriggio in un barettino accanto alla piazza di Mala Strana e discorrendo di posti da visitare, ci siamo resi conto che saremmo andati insieme in tutti quanti. La seconda volta a Praga è stata decisiva per le scelte ed gli orientamenti da prendere perchè finalmente esisteva qualcuno li identico ed opposto a me.
La terza volta a me e Wilson si è aggiunto il Ragno. Eravamo perfetti insieme: noi, i tre violini, i monaci e la pescanoce. Perchè eravamo già folletti dall’inverno precedente ed eravamo già tramendamente simbiotici e forse anche osmosici (ci passiamo le malattie mentali a contatto). E’ stata la terza volta a Praga a consacrare tutto, nonostante la presenza di qualche errore di percorso, quella volta è stata la prima vera volta a Praga per tutti.
La quarta volta è stata due estati dopo. Eravamo SOLTANTO noi tre. E’ stata magica e specialissima e perfetta, ma tutti noi avevamo fatto una scoperta importante: poteva esistere qualcuno alla nostra altezza al di fuori del trio. Eravamo di notte nello stesso letto, tutti presi dalla mancanza di qualcuno o qualcosa restato/a a casa. Quella è stata la volta della Rivelazione. Eravamo sempre noi tre, ma ognuno di noi aveva trovato qualcuno in grado di capire, ma non sempre di amalgamarsi. E’ stata la volta del Ragno ubriaco da U Fleku e del bastone da passeggio. Eravamo sempre noi, folletti, ma eravamo diventati grandi e avevamo scoperto che esiste una forma di amore differente da quella che proviamo noi tre cosi platonica e assoluta.
Ci sarebbero talmente tante cose da dire.. talmente tante.. perchè di cose ne abbiamo viste passare e cadere, rompersi, dimenticare, esplodere e sorridere da poter rivelare forse come osare turbare l’universo. Ma tutto si chiude nella Meraviglia capace di diventare maestosa quando di notte, sul ponte carlo, si vede il teatro nazionale illuminato con il tetto verde..ed intorno uccelli bianchi perfetti che danzano.
La quinta volta a Praga sarà tra poche settimane. Sarà la puntata della CONFERMA, perchè i folletti si amano completamente solo se ci si innamora nuovamente di loro sul Ponte Carlo. Deve poter nascere lo stupore, la pasione, l’amore per la visione paradisiaca che si ha intorno. Si deve essere spinti alla commozione di fronte alla bellezza estrema di quelle notti al chiaro di luna. Si deve comprendere che noi folletti siamo completamente scoperti e amabili solamente in quel posto, perchè i sorrisi diventano i sorrisi. I baci diventano baci. Le candele, i letti disfatti, la temperatura mite e benefica. La quinta volta a Praga sarà la consacrazione delle scelte fatte, il respiro di sollievo dopo un anno confuso, gli occhi spalancati per racchiudere tutto quello che si vede intorno, per non lasciar scappare nulla.
La quinta volta di Praga è stata la DISTRUZIONE. Non che non ce ne fossimo già accorti, ma è stata palese la non coesione che di solito ci contraddistingueva. La quinta volta di Praga è stata definitiva e, soprattutto, l’ultima..