Sono trascorsi molti anni da quei giorni. Ho visto il tempo danzare e scivolare addosso ai sorrisi che ho amato, che ho detestato.. ai sorrisi fugaci incontrati per pochi istanti sulla mia strada. Ho osservato e ammirato il passare delle stagioni e quel loro straordinario trasformarsi in forme nuove ma mai durevoli ogni anno. Mi sono scivolati tra le dite talmente tanti momenti da non poterli ricordare tutti, mentre altri li ho dimenticati spontaneamente per paura di dovermi confrontare con i miei occhi allo specchio un giorno. Ho creduto nell’essere umano e nella sua capacità di rinnovarsi quotidianamente attraverso le parole, i sospiri e le lacrime. Ho creduto che parole ed idee potessero cambiare il mondo e continuerò a crederlo fino a quando non mi porterete la prova tangibile che ciò non è possibile. Eravamo giovani quando tutto ebbe inizio. Cervelli ancora plasmabili dalla sovranità incontrastata degli eventi e del destino. Abbiamo scoperto cosa significa soffrire, abbandonare, amare e cercare una condizione di felicità assoluta per poi comprenderne l’impossibilità. Abbiamo visto la morte a pochi centimetri dal volto e siamo riusciti a non impazzire con essa. Abbiamo scoperto che è facile abbracciare le grandi tragedie del mondo se ci si tiene in disparte, ma difficile è riscoprire la fierezza e il coraggio del Leone nel cuore per poter partecipare ai grandi cambiamenti dei secoli. Un tempo eravamo menti acerbe alle prese con una campana di vetro costruitaci intorno che non lasciava traspirare alcuna informazione pericolosa. Un tempo eravamo sicuri che l’unico nostro scopo sarebbe stato il tramandare la conoscenza dei nostri antenati. Quando tutto ebbe inizio noi eravamo gli eredi delle grandi menti su cui si sorreggeva in malo mondo il destino della conoscenza. Avevamo attitudini differenti, i molti anni trascorsi nella nostra città ideale avevano generato in noi un’eredità genetica particolarmente mutata ed imprevedibile. Nessuno era considerato “diverso” o “strano” perché tutti noi eravamo stati educati attraverso i grandi ideali di curiosità e di meraviglia di fronte all’ignoto. Eravamo pronti a cogliere ogni sfumatura del vissuto per poterne comprendere il procedimento e spiegarne la causa. Ora questi ideali si sono persi, come tante cose che non sarebbero mai dovute essere dimenticate. Di fronte a me trovo occhi attenti alle mie parole, ma non sanno cogliere la particolarità che risiede in ogni azione umana. Ed ora, ora che ho la vostra attenzione non desidero altro se non raccontarvi la nostra storia affinché essa rimanga nella memoria tramandata nel tempo cosi che nessuno possa dimenticare ciò che è stato in funzione di quello che sarà. Perché più di ogni altra cosa desidero perpetuare nel ricordo delle genti ciò che di grande e straordinario hanno fatto gli uomini, per mettere a tacere questo dolore che lacera gli ultimi istanti della mia vita. Potreste trovare difficoltà nel comprendere alcune cose che sono state, perché lontani sono gli anni in cui l’uomo teneva in una sola mano il destino del mondo. E’ stata la debolezza e la paura dell’ignoto futuro a generare il desiderio di un unico grande governo che potesse proteggere e sfamare chiunque. Ma l’animo umano, si sa, è il più debole perché soggetto alla bramosia di potere e cosi ciò che doveva essere fonte di gioia e spensieratezza divenne presto un opprimente elenco di regole e leggi per limitare la libertà umana. Prima di raccontarvi cos’ho visto, cos’ho imparato.. Prima di raccontarvi quale saggezza mi ha donato il passato è necessario fare un ulteriore passo indietro e spiegarvi come all’inizio del secolo dell’innovazione l’umanità si ritrovò in un terribile fraintendimento di ruoli. Il 1999 fu l’ultimo anno del vecchio continente. I contrasti tra Stati Uniti e Medio Oriente scelsero come scenario dei conflitti la nostra Europa. Essa venne massacrata e rasa al suolo dall’utilizzo di armi batteriologiche e nucleari, armi che nessuno sarebbe stato in grado di prevedere solo alcuni mesi prima. Con la vittoria della grande potenza americana, Africa ed Asia divennero un’enorme colonia statunitense, dove si potevano trovare ogni sorta di materie prime senza doverle più pagare. La popolazione attraverso un procedimento antichissimo di selezione naturale, si ridusse ad un solo miliardo principalmente stanziato negli Stati Uniti. In tutto questo, L’Europa era un territorio arido e inabitato, pieno di radiazioni e pericoli ambientali improvvisi. Passarono 13 anni prima che alcune colonie esploratrici americane fossero inviate nel vecchio continente per aiutare la resurrezione delle grandi città. Soltanto dopo il primo ventennio del nuovo secolo rividero la luce le rovine degli antichi palazzi regi di Parigi, Praga e Roma. Purtroppo, come spesso accade alle grandi potenze, venne sottovalutato il desiderio di potere degli uomini e quelle prime colonie inviate in Europa divennero presto indomabili e desiderose di indipendenza. A Londra un operaio siderurgico originario della Virginia, Robert Willoby Kansen, riuscì ad organizzare un movimento ribelle nei confronti della madrepatria e prendere il possesso dell’antica capitale inglese. Il tempo passò velocemente e prima che si potessero sbattere le ciglia per tre volte Kansen aveva costruito sulle ceneri della città una nuova metropoli, Annoon City. Il progresso e la scienza fecero dell’antica capitale inglese una sorta di incrinatura totale delle correnti estetiche, mantenendo le rovine e costruendo i palazzi di nuovo secondo i disegni originali degli anni venti. Ma allo stesso tempo nuovi demoni moderni venivano costruiti per permettere alla città di divenire la nuova potenza indiscussa. Ben presto la consapevolezza delle città europee fece fomentare la paura di un nuovo assoggettamento alla potenza americana. Crearono una federazione unita mettendosi sotto il controllo e la guida di quel saggio operaio inglese che prometteva libertà e nuova vita a tutti coloro che si sarebbero posti sotto la sua protezione. Nel 2035 la federazione venne chiamata UFEM (United Federation of the European Minds) e Annoon City con il suo splendore agrodolce tra antico e moderno, divenne la capitale indiscussa e trascinatrice verso la rinascita del vecchio mondo. Ma come i popoli antichi hanno raccontato ai posteri attraverso pitture e liriche, l’uomo è l’animale più debole per bramosia di potere e vanità. Kansen presto ebbe tra le mani le fila del nuovo umano spettacolo in divenire, e presto la passione e il desiderio divennero suoi assoluti padroni. Annoon City, la capitale della rinascita intellettuale, divenne sede della dittatura crudele e miserevolmente umana di quell’uomo folle che si proclamò Nuovo Messiah del Mondo Risorto. Vani furono i tentativi americani di limitare questa potenza, tanto che nel Grande Scontro vennero liquidati in pochi giorni dalle schiere di uomini completamente influenzati dal desiderio di rivincita di Kansen. Fu allora che ogni cosa che poteva racchiudere senso e razionalità venne distrutta. Nelle piazze di tutto il mondo vennero bruciati e strappati i testi maggiormente diffusi di libertà intellettuale. Vennero bandite le arti dal mondo nuovo, perché secondo Kansen potevano generare menti liberamente pensanti e come lui stesso ricordava in sé, una mente libera può capovolgere il destino dell’umanità. Nel 2043, anno che rimarrà per sempre nella storia, venne promulgata una nuova costituzione dei diritti naturali e civili dell’uomo dove più che un elenco di cose possibili si leggevano divieti riferiti a qualsiasi ambito vitale. I diritti naturali di vita e di morte vennero relegati al governo dittatoriale che avrebbe cosi potuto pianificare la crescita ponderata della potenza economica e sociale.Ma a volte il destino, gli eventi, la storia fanno capriole e giri immensi per nascondere attraverso una serie fortuita di coincidenze cose che non dovrebbero essere sottointese. E cosi, ciò che non doveva essere dimenticato andò perduto. Era la fine del XVI secolo quando la Regina Elisabetta la Grande decise di costituire una lega di uomini per studiare, indagare e potenziare l’essere umano. Furono scelte quattro delle migliori menti del secolo per creare una società segreta, conosciuta soltanto da i regnanti e dai ministri della Cultura come Società dei Quattro Violini che promuovesse un’indagine sistematica e aperta sulle infinite potenzialità dell’essere umano. Per salvaguardare l’incolumità dei partecipanti dalle pressioni ecclesiastiche, sociali e politiche che sicuramente avrebbe trovato sul loro cammino, i quattro con le rispettive famiglie e alcuni aiutanti vennero posti in una città sotterranea nascosta agli occhi del mondo e li rimasero scavando la terra più a fondo nel corso dei secoli fino a raggiungere una dimensione fisica impossibile da trovare per gli abitanti della superficie. Li vennero accolti nel corso del tempo coloro che dovevano essere salvaguardati dalla Censura sociale e mentale imposta in differenti modalità nei decenni a seguire. La posizione corporale della società fu tale da restare incolume alle guerre e alla distruzione del vecchio continente durante gli accadimenti infausti del XX secolo, ma soprattutto restò ignorata dal Nuovo Messiah Kansen che sotto la sua fortezza non sapeva di avere l’unica potenziale distruttrice della sua egemonia.Mi chiamo Juliet Ringshop, ultima discendente della Società dei Quattro Violini e questa, se vorrete ascoltarla, è la mia storia.