Le cose migliori sembrano sempre nascere dal Caso.
Una semplice serata per guardare un film, il ragno spedito a raccogliere le schifezze necessarie con cui rifocillarsi durante la visione. Con mesi d’anticipo la Coca-cola presenta la bottiglia invernale.
Ora, definire i folletti un semplice effetto collaterale delle bollicine sarebbe un po’ troppo semplicistico, non trovate amici miei?
La verità è che l’essere folletto non è un piacere individuale: lo si raggiunge con alcune persone, quelle poche che si possono definire quelle giuste. In quegli istanti il mondo intorno a noi cambia colore, forse inverte anche il suo corso, ma non è importante. No, non lo è. La simbiosi cresce, le parole nascono in una mente ma è un’altra voce a pronunciarle, un gesto semplicemente distrugge la civiltà che ci costringe e ne disegna una nuova che ci protegge e ci nutre come è necessario.
Non si è mai riso di gusto prima.
Non ci si è mai trovati in un altro essere umani prima.
Non si è mai gustata appieno la compagnia prima.
Non potete ancora togliervi le vostre maschere, voi che non siete folletti. Poiché non sapete cosa vi è al di sotto del vostro volto di plastica.
I Folletti lo sanno, perché lo hanno già visto sotto le maschere degli altri folletti.
Adoro questo passaggio.
Ora vorreste capire di cosa parlano, come parlano, se convincono i Folletti.
Tutte domande non necessarie.
I folletti parlano.
I folletti ascoltano e ricordano. Crescono divorando gli altri, si saziano di parole e pensieri affini; pensieri comuni che attendono solo di ricevere una forma e di lasciarsi trasportare in quello spazio divenuto d’un tratto intimamente condiviso tra le menti così affini e vicine.
Malizia, vizio, capriccio, sfogo, misantropia, filosofia, geologia.
Non accetteremo le vostre pietre.
Non accettiamo dogmi.
Siamo il Razionale, l’Emotiva ed il Paterno.
- Ragnarok -