C’è un profumo denso e particolare nell’aria. Il profumo degli alberi in fiori, del primo caldo, della voglia di girare in mutande, del piumone messo nei sacchetti di plastica in letargo. L’odore delle anteprime con la persona giusta al momento giusto, il profumo dei gelsomini nella sepie dietro casa che trasudano dolcezza. C’è l’odore dei miei ricordi, le pioggie di maggio, le corse nei prati con nuvole e vento. Ci sono le fragranze degli Esseri Umani tutte diverse e spettacolari anche quando non sono proprio gradevoli. Il profumo della carne sulla griglia, l’odore dei sorrisi che si incontrano per strada, degli occhi che si incrociano e che difficilmente resteranno immagini attive nel proprio cervello. C’è il profumo delle notizie, quelle che spezzano il cuore e fanno sudare dolore. E il profumo di quelle novità cosi inaspettate da lasciarti senza parole (un paradosso per me). Ci sono echi di antichi rancori e amori mai nati perchè la realtà sarebbe stata sofferenza per entrambi. Ci sono i se e i ma. Ci sono le domande senza risposta e le risposte senza domanda. Ci siamo io e te, seduti in un multisala che ci sorridiamo, tu eccitato come un bimbo delle elementari perchè stai per vedere Star Treck e io che dentro sorrido di questa tua perenne infanzia mentale. Ci sono milioni di cose ancora da assaporare, vedere, sentire e vivere. E io non ho più paura.. non possiedo più quella paura costante del “non appagamento” perchè tutto ciò di cui ho bisogno è qui, con me. Tu, Wilson, le costanti, i folletti.. E Berlino che ci aspetta..