Questa sarà l’immagine che vorrò ricordare per i prossimi mesi, attendendo che davvero ritorni quel meraviglioso tappeto di foglie.. Perchè diciamocelo, stamattina il Sole ci guardava e rideva tra i baffi pensando “Ecco, Umani, il caldo che vi liquefà sta arrivando”. La sveglia è stata interessante, già tre quarti d’ora prima della levata ero immersa in un bagno di sudore causa piumone pesante da inverno islandese.. E quando mi sono resa conto che iniziavo a sudare ho alzato gli occhi al cielo snocciolando un rosario di imprecazioni che mi hanno nuovamente conferito il titolo di creativa dell’anno. Al che mi domando: “ma io, perchè? Perchè non migro come le anatre del giovane salinger però al freddo del polo nord?” E la risposta è sempre una ed una soltanto “Dolcezza, e chi ci viene con te al polo?”. Non mi fa paura stare sola, sia chiaro. Solo che mi sono abituata ad avere gente intorno ormai. Mi sono abituata quasi a socializzare e mettermi nelle conversazioni altrui.
Il week-end è passato all’insegna della Mostra Cinematografica privata. HO rivisto film che da tempo non guardavo.. Ho rivisto La Passione di Cristo e mi sono ricordata soltanto a metà film il perchè non lo guardo mai. Mi cresce dentro un dubbio apocalittico e doloroso circa la veridicità del tutto. Mi suscita domande e commozione, mi suscita dolore.. mi suscita a volte “voglia di avere fede”. A dire il vero c’è un punto in particolare, quei due minuti assurdi che in me fanno esplodere un immenso desiderio di fede: Cristo porta la croce e Maria e la Maddalena accompagnate da Giovanni tentano di avvicinarsi. Arrivati in un vicolo sono a pochi metri da lui mentre crolla con la croce. C’è una sovrapposizione tra la caduta di un cristo bambino e questa caduta ed in entrambi la Madre corre per sorreggerlo. A quel punto, sommerso di dolore, frustate, sangue, il peso della croce lui.. lui riesce a guardare sua madre e a dirle “Madre, vedi? Io faccio nuove tutte le cose”. Ora io, in quel momento, mi chiedo: può la sola fede donare cosi tanta forza da superare il dolore fisico e fornire il coraggio di tale affermazione? Se veramente Cristo era soltanto un uomo, documentato storicamente, ma solamente un profeta, un uomo comune, può la luce della fede donare cosi tanta forza positiva? Perchè esiste una distinzione sostanziale tra chi decide di morire perchè crede e chi decide di sopravvivere per la propria fede. Esiste una distinzione talmente grande che sono pochissime le testimonianze del secondo caso. E ancora mi domando, esiste una tale forza d’animo nel 2009? Quando sembra che l’essere umano si sia lasciato indebolire dall’omologazione in massa, può l’Uomo Nuovo di Nietzsche essere una metafora o una reincarnazione di quell’uomo che scende in mezzo alle genti professando l’amore universale? Ma Cristo è in fin dei conti cosi “cattolico” come dovrebbe essere? O la sua religione esula da quel dogmatismo cristiano che ci impone regole rigide a priori senza scendere in mezzo al popolo raccontando l’importanza di essere testimoni e fautori di un amore immenso che supera le correnti del tempo?L’uomo del 2009, è ancora in grado di Amare cosi tanto?