Silenzio. Una favola. Una novella di Edgar Allan Poe che spesso ho citato per la sua incisività, per la sua cruda verità, per il lascito ai posteri che detiene. Mi chiedo se quell’uomo che vede la parola SOLITUDINE incisa sulla pietra non sia dentro tutti gli uomini e dentro tutti gli occhi della terra. Ignorare le situazioni, fare finta di niente, andare avanti come se nulla fosse. Poi capita che una sera ascolti The Power of Love e tutto ti si manifesta cosi nitidamente da romperti in due. E provi dolore. Quel dolore che avevi voluto evitare, le parole che scalfiscono la carne. Tenti di trovare una ragione per esserne felice, cerchi una chiave di lettura positiva ma la realtà è che è strano pensare al primo compleanno senza un folletto. La verità è che l’essere folletto non è un piacere individuale: lo si raggiunge con alcune persone, quelle poche che si possono definire quelle giuste. In quegli istanti il mondo intorno a noi cambia colore, forse inverte anche il suo corso, ma non è importante. No, non lo è. La simbiosi cresce, le parole nascono in una mente ma è un’altra voce a pronunciarle, un gesto semplicemente distrugge la civiltà che ci costringe e ne disegna una nuova che ci protegge e ci nutre come è necessario. Chissà come stai, se sei felice.. se ogni tanto ti viene da sorridere pensando alla coca-cola e alle schifezze cioccolatose.. se ti manchiamo come manchi a noi, se cerchi anche tu una nuova chiave vitale per sopperire alla mancanza di quelle conversazioni soltanto nostre.. Spero tu sia felice, spero tu abbia trovato quella serenità che andavi cercando da tempo.