E allora partiamo… Venerdi sera carica come una molla parto per la visione dubbiosa di Watchmen. La graphic novel è lunga, complessa, articolata e densa di spessore quindi le mie aspettative erano leggermente poco ottimiste considerando la trasposizione de La Lega degli Uomini Straordinari. E invece il mio amico Snyder ha deciso di non deludere le mie aspettative creadno un Kolossal degno del genio di Alan Moore. Ho letto commento a dir poco ridicoli basati su puttanate microscopiche non presenti, sulla scelta della colonna sonora, sulla qualità della regia. L’unica cosa che mi viene da dire a queste persone è: relax e stai sereno. Il film è -citando il mio critico cinematrografico personale- un quasi fottuto capolavoro. E’ coinvolgente, registicamente originale, canale di trasmissione di una ideologia politica velata ma perennemente presente. Bellissimo. E si fa guardare volentieri anche senza intervallo, anzi probabilmente l’interruzione a metà avrebbe spezzato una tensione, un filo spesso di attenzione che il film riesce a creare già dai titoli iniziali che a mio avviso sono straordinari. Tutte le persone che scrivono cose come “Doveva esserci Gilliam alla regia e bla bla bla…” vorrei mettessero un piede indietro e guardassero il film che è sullo schermo, non il film che avrebbe potuto essere se Gilliam o altri fossero stati alla regia. In altre parole, i critici cinematografici improvvisati che al cinema vanno soltanto per vedere ciò che sono certi possa loro piacere hanno una qualità di giudizio pari ai cinesi sulla produzione del latte.
Ed eccoci alla seconda W del week-end. Io sono particolarmente propensa a questi gioconi complessi pieni di ogni cosa. Sorrido quando vengono criticati su cose parzialmente viste ma mai vissute completamente. In realtà la seconda giocata di Warrior Knights ha rafforzato la mia propensione per questa tipologia di giochi.. Insomma. negli ultimi tre anni sono partita completamente ignara dei boardgamws a una più complessa conoscenza e possibilità di scelta. Poco mi importa della distinzione epocale tra giochi all’americana e giochi alla tedesca.. un gioco mi interessa se sa stimolarmi intellettualmente e smette di interessarmi quando alla seconda partita riesco a vincere facendo esattamente le stesse operazioni della prima. Al momento propendo principalmente per i giochi storici piuttosto che per i fantasy, anche se con fantasy intendo un sottogenere del genere stesso che vede protagonisti elfi nani e folletti. In fondo il discorso di tutte le mie sfaccetatture rimane sempre lo stimolo intellettuale. Ho dovuto cercare di crearmi nuove relazioni “parolistiche” per sopperire alla mancanza del mio interlocutore privilegiato per otto anni, ma le cose iniziano ad assumere nuova forma. Non ho bisogno di tormento o di crearmi problemi, a fatica inizio a spiegare cosa potrebbe diventare un problema e la cosa straordinaria è che dall’altra parte c’è qualcuno che sa capire e sa scegliere quando darmi corda e quando zittirmi. Mi sento forte di questa mia relazione, mi sento forte a lunga scadenza cosa che precedentemente non era mai successa. Mi piace il week-end continuativo su una lettera dell’alfabeto.. stavo pensando che per finire in bellezza questi tre giorni stasera potrei fare una cerimonia per il Walalla o cimentarmi nell’ingurgitare Wasabi o guarda V per Vendetta (la doppia V vale comunque in questo caso?).