Folletti di Praga
..non è morto ciò che è morto, ma dopo bizzarri eoni anche la morte può morire..
Don’t Be Afraid

Ho sempre pensato che le cose necessarie al mio sostentamento emotivo fossero racchiuse in una particolare simbiosi mentale scelta e non trovata. Negli ultimi mesi mi sono dovuta ricredere su molte cose, comprenderne altrettante e lasciarne andare un’altra buona porzione. E’ difficile capire, comprendere, cambiare.. sicuramente più che puntare i piedi e fare capricci per paura delle novità e delle mutazioni o evoluzioni che dir si voglia. Sono sempre stata convinta che un’amicizia, se coltivata con amore ogni giorno potesse durare in eterno nonostante le intemperie e i momenti di silenzio. Difficile ora non rendersi conto che queste convinzioni sono frutto di una parte del fanciullino che risiede nei risvolti nascosti dei nostri cervelli. E’ possibile trovare le risposte a tutte le domande in una sola persona, è possibile sbagliarsi per anni su altre, è possibile perfino auto-convincersi che il “proprio bene” risieda in qualcosa di fittizio. Nessuna recriminazione, sia chiaro. Nessun rimorso o rimpianto. Soltanto una palese presa di coscienza di ciò che può essere stato e ciò che in realtà non è mai accaduto. Certo, quando si tenta di colpirmi volontariamente con mezzucci stupidi rischio quasi di rimanerci male, ma grazie a Dio ho Wilson che mi fa capire quanto non ne valga la pena.. In fondo, a Praga la prima volta c’eravamo soltanto io e Lui. Non è un caso.. è come il vortice Hegeliano, ogni conclusione è inizio di un nuovo processo. E tutto torna alle origini prima o poi. Senza problemi, ire o dolori. Si chiama ordine naturale delle cose e se gli ultimi mesi mi hanno fatto diventare un pochino più grande, mi hanno anche fatto comprendere la necessità di questi processi.

Categories: flussi di coscienza -

2 Comments to “Don’t Be Afraid”

  1. Ragno scrive:

    E’ curioso leggere sul tuo blog che non siamo più amici, e che forse non lo siamo mai stati.
    Certo, se non sono più tra amici, e loro non mi considerano più tale, mi viene spontaneo chiedermi: e allora cosa stiamo continuando a fare?

    Stiamo procedendo per inerzia, come un rapporto oramai logoro senza che nessuna delle parti abbia il coraggio di dire che è finita?

    I segnali me li hai lanciati, scritti e mostrati. Già il fatto che tu mi abbia tolto l’accesso al blog è una dichiarazione abbastanza forte.

    Io ho taciuto troppo e pagherò a lungo questo mio errore. Ma non ho più intenzione di stare zitto e di continuare come se niente fosse anche questa volta.

    Se serve una persona solo per raggiungere il numero minimo di giocatori non voglio essere io.
    Se non sono più considerato un amico, o se sono visto come quello brutto e cattivo che ha rotto un incantesimo bellissimo, beh, diciamo che proprio non mi vedo in queste meravigliose astrazioni.

    Siamo tutti adulti e credo che sappiamo tutti reggerci sulle nostre gambe e continuare la nostra strada anche da soli, io per primo.

  2. Cuddy scrive:

    ehm… io fossi in te rileggerei a modo perchè non hai minimamente colto lo spirito del post.

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