Folletti di Praga
..non è morto ciò che è morto, ma dopo bizzarri eoni anche la morte può morire..
Il silenzio del rumore

Non ho mai amato particolarmente la neve.. conferisce al mondo un aspetto fiabesco, finto, illusorio che può provocare momentanee perdite di attaccamento alla realtà.. Se la neve comparisse la vigilia di natale sarebbe tutto diverso, perchè in quel preciso giorno la gente dimentica qualsiasi cosa e la neve allora regala magia e senso di calore del focolare domestico. Se ci si riflette attentamente però, le contraddizioni insite nella natura umana sono molteplici e la neve non ne è che una prova empiricamente tangibile: tendiamo a visitare luoghi caldi ed esotici, ad accendere il riscaldamento, a mettere più coperte nel letto ma quando scende con quel suo cadere simmetrico e regolarissimo usciamo di casa per immergerci in quel freddo abissale.
A volte penso che tutti i momenti letterari in cui la neve è presente sono fonte di malinconia, tristezza, dolore.. Davvero quell’esserino cosi candido ed immacolato riesce a creare iperbole ossimoriche cosi potenti nell’animo umano? O è l’animo umano che non aspetta altro che motivazioni apparenti per scoprirsi delle sue molteplici nature?
silent nightEd ogni cosa smise di muoversi e di creare onde sonore atte a darci un’illusione di Vita. Capita a volte di svegliarsi, alle prime luci dell’alba, e non sentire nessun rumore. E’ quello infinito silenzio che ci ha destato, quella immensa pace che non può essere contenuta nell’essere umano cosi piccolo e finito.
Esiste un istante, un attimo in cui dal sogno in cui siamo immersi si ha la sensazione di smarrimento totale.. come se fossimo dentro ad un sogno con sfondo completamente bianco che si regale la percezione della non-dimensione. In quell’istante si ha la concezione dell’uomo e dei suoi limiti fisicamente emotivi. L?universo si ovatta per lasciar trapelare i suoni a noi maggiormente conosciuti sotto nuova luce. E’ un paesaggio fatato che per un attimo ci toglie dalla convinzione che piccole creature e folletti non esistano. Immagino una tavernetta con camino acceso e qualche candela sparsa al profumo di gelsomino.. un bicchiere di vino e una coperta sulle gambe di fronte all’unica fonte di luce e di calore mentre i pensieri vengono espletati da altre bocche che non sono la nostra. Ricordo con piacere momenti di simbiosi di carne e fiato.. risate.. discussioni cosmiche e ironia universale..
Dove ci siamo smarriti, bimbi sperduti?

Categories: flussi di coscienza -

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