Folletti di Praga
..non è morto ciò che è morto, ma dopo bizzarri eoni anche la morte può morire..
Diario Emotivo – Introduzione
Categories: Diario Emotivo

Mi hanno detto che ogni volta che provo un’emozione o una sensazione molto forte devo compilare una scheda preparata da Loro per poterne poi parlare e costruire antidoti per i miei eccessi di ira. Mi hanno dato un foglio prestampato con sopra alcune domande (alcune di davvero difficile risposta) da osservare a mente fredda dopo gli episodi “sospetti”. Dicono che sia chiama DIARIO EMOTIVO e serve per razionalizzare le proprie paure e le proprie reazioni in modo da evitare eccessi o rifugi in posti in cui non bisognerebbe rifugiarsi. Mi hanno fatto fare un esempio di situazione, giusto per farmi capire come funzione nemmeno fossi una lobotomizzata che non ha mai scritto di sè, e no, non l’ho apprezzato. Loro facevano le domande, alcune cosi.. personali… e volevano sapere, volevano capire.. Sono partita male quando per le prime cinque emozioni che mi passano nella testa ho risposto: rabbia, paura, tristezza, odio e gioia. Cosa è sbagliato in questa sequenza? Mancano le passioni positive, dice il dottore. Ed io penso agli stoici antichi e alla loro definizione di passione, alla non differenze tra passioni positive e negative.. penso che se fossi nata nella grecia antica non avrei mai potuto essere una saggia stoica, ma almeno non mi avrebbero fatto notare che le prime cinque passioni che mi sono venute in mente sono tutte frutto di dolore e sofferenza.
La mia reazione è stata silenziosa. Ho accennato di sponda la cosa senza esplicare effettivamente cosa poteva comportare tutto questo. Non me la sono sentita di rendere partecipe la gente intorno di tutte le conseguenze derivanti da questo nuovo “compito”. Non è mancanza di fiducia, è consapevolezza che l’argomento non interessa e nel tempo ho imparato a mettere da parte le cose importanti per me se alle altre persone non toccano minimamente. Non so se è giusto costruire una relazione in questo modo, ma per ora è l’unica che abbia funzionato cosi. Un tempo andavo al cinema per vedere film che interessavano soltanto me, ora faccio in modo di andarci quando interessano entrambi e quelli che invece invogliano la sottoscritta li scarico e li guardo quando rimango da sola. Col tempo ho capito e accettato di non poter essere tra le cose “preferite” e non è un problema, solo che a volte questa speranza che non muore fa si che davanti a certe situazioni io mi senta completamente da sola, completamente isolata a guardare le persone divertirsi e fare cose anche senza di me.. ed un senso di inutilità diventa cosi potente da sfociare in attacchi nervosi che fanno male agli altri. Preferisco star male da sola, preferisco avere attacchi di pianto quando chiudo la porta alla sera però vedere sorrisi e risate negli altri. Eppure sono felice, perchè nel tempo ho fatto si che la mia felicità fosse condizionata da quella degli altri. Pertanto se intorno a me sono felici, in qualche modo io lo sono. Poi, però, esiste quella parte oscura che salta fuori quando sono da sola e diventa difficile contenere tutto a volte.. Diventa difficile fare finta che vada sempre tutto bene e diventa difficile sforzarsi di sorridere sempre.. A volte diventa difficile capire come mai se tu ti sforzi di farti piacere le cose che vogliono fare le altre persone, gli altri non provano a fare lo stesso con te. Cerchi di capire se puoi sopportare questa cosa a lungo e farla diventare “normalità”. Devi farlo, se vuoi mantenere le cose e le relazioni vive. Perchè quando si ha a che fare con persone di natura egoista, ma non è colpa loro sono state cresciute cosi sono caratterialmente cosi e tu di certo non puoi fare Dio e cambiarle a tuo piacimento, non puoi permetterti i “io voglio.. io vado.. io faccio”. Ma questa cosa l’hai accettata nel momento in cui hai deciso di includere queste persone in te. Nel momento in cui hai aperto loro il tuo giardino, mentre loro promettevano di non farti mai del male e tu nella tua testa sapevi che volontariamente sarebbe sicuramente stato cosi, ma involontariamente era scontato che tu ricevessi dolore perchè non se ne accorgono.. e non è colpa loro.. sai che non è colpa loro, sei cosciente di questo.. e quando reagisci in modo violento ti senti davvero una merda perchè non hai dato loro modo di capire l’origine di tutte le cose, perchè hai paura sempre di annoiarli o disturbarli..
Questa sarà un’ottima introduzione al lavoro sul diario emotivo. Letta da nessuno, ma perfetta.

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