Dentro al replay fra miliardi di altri ci sei e non hai scia luminosa d’auto anche di periferia come i sogni che farai o prenderai a noleggio quando ti addormenterai con le scarpe sul letto Dentro al replay con la testa girata un po’ in su da fotografia ci sei anche tu prima di andare via “se rimango ancora qui è come se morissi e guardandomi allo specchio ad un tratto sparissi” Cadono le stelle e sono cieco e dove cadono non so cercherò, proverò, davvero ad avere sempre su di me il profumo delle mani riuscire a fare sogni ridimensionali non chiedere mai niente al mondo solo te come una cosa che non c’è cercando dappertutto anche in me ti vedo
Dentro al replay per un attimo c’ero e anche lui ma in quel momento qualcosa ho cancellato si è fermato il tempo, la sua regolarità
e come se morissi è sparita anche la luna, è cominciata l’eclissi Cadono le stelle allora è vero e io non so se ci sarò dove andrò
non lo so se lo merito o no se correggerò gli effetti dei miei guasti nucleari se troverò il coraggio ti telefono domani e più sarò lontano e più sarò da te dimenticato e muto come uno che non c’è tornerò, tornerò davvero a sentire su di me profumo delle mani
di notte io farò sogni tridimensionali senza chiedere mai niente al mondo neanche a te senza chiedermi perché ti vedo dappertutto
anche in me ti vedo. A volte per la sopravvivenza di una relazione che decretiamo infinita è bene guardarsi negli occhi, soffrire e parlare. E’ bene rendere l’altra persona partecipe dei dubbi che possiamo avere per migliorarci perchè quello che si ha è cosi splendido ma delicato, da maneggiare con mani sottili. Strazia il cuore vedere occhi bagnati di lacrime che non cadranno mai perchè “emozionarsi” non fa parte della sua natura. Strazia il cuore. Ma è necessario anche soffrire e far soffrire per ricordare ad entrambi quanto speciale è il rapporto che si ha. Passano troppe lune e troppi nuovi giorni per non cadere nel vortice del “sottointeso”. Ed io non sono una che viene “sottointesa”. Certo posso accettare di diventare abitudine, L’abitudine per l’altra persona perchè insieme si compongono gesti e frasi tipiche che riguardano il “noi” e non il singolo. L’amore è qualcosa di assurdo e affascinante.. impegnativo e non è da considerare come una cosa che “è a posto, non ci si deve pensare. Cosi si ha più tempo per il resto”. L’amore va coltivato ogni giorno come le rose rosse e le calle bianche di quel famoso giardino che lui ha riaperto dopo anni di incoltivata solitudine e che ora, a volte, sembra aver dimenticato. Negli ultimi due anni abbiamo sconfitto demoni e superato cose immensamente più grandi di noi, questo ci da la certezza di una vita futura insieme come la sognavo io da bambina. Ma questa magia va seguita, va aiutata, va annaffiata e aiutata a crescere per non vederla finire in fumo o dietro il primo fiorentino che passa nella mia vita. Le scelte sono scelte, le opinioni sono opinioni. Il mondo attraverso l’altra persona è nuovo per i nostri occhi e le notti sono soltanto attesa per rivedere le sue labbra. Non c’è ragione di allarmarsi o cadere in paranoia.. solo rendersi conto che quando si ha una cosa è necessario fare di tutto per mantenerla. L’amore è complicato e crudele, sa essere meraviglioso ma terribile. Il mio silenzio non è noncuranza ma difficoltà nell’esporre le cose chiaramente senza venire fraintesa.
Non abbiamo paura, ora. Soltanto consapevolezza che siamo diventati NOI. Il singolo è secondario. Notte notte miao..