Brescello. Città famosa solo per Camillo e Peppone, anche perchè altro non c’è.
Una sorta di Marzaglia circondata da strade e paludi che vive di ricordi inventati e gite dell’INPS.
Nell’ex campo da calcio, ora sede degli allenamentei dei cani, è stato montato il campo romano e celtico. Venerdì notte per l’esatteza abbiamo montato tutto.
Avete presente il canto dell’Inferno di Dante, quello dell’Antinferno, dove le anime degli ignavi corrono inseguite da sciami di mosconi che li infilzano? Ecco, io ora so cosa significhi questo. Per questo motivo sono tornato a dormire a casa sabato sera e ripartendo prestissimo domenica, facendo purtroppo pensare alle coinquiline di essere morto….
Dopo un sabato in cui abbiamo ricevuto la visita di Vissani, che ci ha fatto scazzare clamorosamente la fusione del bronzo, abbiamo boccheggiato clamorosamente fino a sera.
Frase della giornata: davanti ad una tavolo imbandita di pane brioscè, nutella, latte, cacao, caffe, succo di frutta e tè, la druida: ” Fate una colazione abbondante”, Ragny “perchè stasera ceneremo nell’Ade!”
Domenica, il giorno delle beffe.
Ci sono arrivate frasi del tipo: ma ieri doev eravate? E oggi cosa fate? A che ora? Ma siete romani ? Siete il ratto delle sabine?
Tanto per farvi capire quanto i brescellesi avessero capito cosa stava accadendo nella loro città.
Poi la legione romana di presenta davanti a noi, fissi ci attendono. Le lance vengono impugnate, gli elmi e le armature fissati, le spade sollevate. Il respiro profondo, l’urlo sale naturale, come se non dovessi fare altro.
Gli scudi cozzano tra loro, i pilum rimbalzano sul legno e i piedi continuano a marciare. Romani e celti cadono sul terreno.
Mischia, carica, cuneo… Imboscata.
Da una parte la legione romana: fieri, marziali e spettacolari.
Dall’altra i celti: brutti, sporchi barbari, terribilmente rumorosi e carismatici.
Non importa chi sia caduto, chi abbia vinto o quanti abbia ucciso, alla fine ci siamo salutati cozzando le armi le une alle altre, sorridendo e applaudendo.
Frase della giornata: dopo il combattimento, la regina dei celti (assolutamente guardabile) si uccide. lo speaker “e la regina, per non essere catturata si gettò su una spada…” i celti si guardano l’un l’altro e mormorano ” ma non si era avvelenata?. ovviamente la regina si era portata un corno alla bocca e si era accasciata.
Appuntamento a domenica sera su linea Verde!!