Folletti di Praga
..non è morto ciò che è morto, ma dopo bizzarri eoni anche la morte può morire..
Il Silenzio.

In Agostino il silenzio rappresenta in certo senso il superamento della conoscenza razionale, discorsiva, che si realizza nelle parole del cuore (pensieri) e si comunica con le parole pronunciate dalla bocca. Condizione per avere un’intuizione diretta di che cosa possa significare “entrare nella gioia del Signore” è il silenzio delle parole, dei pensieri, delle cose stesse che testimoniano la presenza di Dio. Devono tacere
il tumulto della carne, le immagini della terra, dell’acqua e dell’aria, i cieli e l’anima stessa […] i sogni e le immagini della fantasia, ogni lingua, ogni segno, tutto ciò che nasce per morire.
Silenzio è superamento di ogni mediazione sensibile per entrare in contatto con la fonte prima della verità e dell’essere, per poter udire Dio.

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