In Agostino il silenzio rappresenta in certo senso il superamento della conoscenza razionale, discorsiva, che si realizza nelle parole del cuore (pensieri) e si comunica con le parole pronunciate dalla bocca. Condizione per avere un’intuizione diretta di che cosa possa significare “entrare nella gioia del Signore” è il silenzio delle parole, dei pensieri, delle cose stesse che testimoniano la presenza di Dio. Devono tacere
il tumulto della carne, le immagini della terra, dell’acqua e dell’aria, i cieli e l’anima stessa […] i sogni e le immagini della fantasia, ogni lingua, ogni segno, tutto ciò che nasce per morire.
Silenzio è superamento di ogni mediazione sensibile per entrare in contatto con la fonte prima della verità e dell’essere, per poter udire Dio.